BULLISMO E CYBERBULLISMO

I ragazzi del Bottardi
insieme per dire No

Come ogni anno, il nostro istituto continua a impegnarsi per sensibilizzare gli studenti sulle tematiche inerenti il bullismo e il cyberbullismo e, nel mese di novembre, quindi, abbiamo ospitato l’associazione Movimento Etico Digitale.

Durante i due incontri tenuti dalla dottoressa Sara Verrecchia il 12 e il 19 novembre, gli alunni delle classi prime hanno interagito durante la presentazione degli aspetti che riguardano il mondo social e la relazione che i giovani hanno con il contesto digitale nel quale vivono ogni giorno.

L’uso del cellulare, infatti, costituisce il device più usato dai ragazzi a partire dai 10 anni, mentre tablet e computer sono soprattutto il canale per usufruire di film e giochi on line.

Il digitale è ormai alla portata di tutti e i giovani lo usano per reperire materiale didattico, per scaricare i contenuti interattivi dei libri di testo, per ascoltare musica, per comunicare in tempo reale con i compagni e per giocare una stessa partita stando in posti diversi.

A tutto questo va aggiunta una lista di parole completamente social come «spawn» per creare mondi virtuali o «summon» per generare un’entità oppure «cringe» per indicare che un video o una frase sono imbarazzanti.

L’uso di Facebook, Instagram, TikTok e WhatsApp tengono i giovani on line per un tempo superiore alle 10 ore al giorno e, soprattutto durante la pandemia, i social hanno costituito il mondo virtuale e parallelo anche per gli adulti costretti a vivere lontano dal mondo reale.

Ma molto spesso internet nasconde delle insidie: dall’altra parte dello schermo, false identità possono presentarsi, su modello Avatar, con una vita e una personalità completamente diverse dalla realtà adescando ragazzi e ragazze che potrebbero essere facili vittime di cyberbullismo.

I nostri interventi, quindi, vogliono educare i ragazzi a riconoscere tutto ciò che dall’altra parte costituisce un pericolo e prevenire atteggiamenti che possano minare la loro presenza nel mondo virtuale: non condividere, quindi, foto compromettenti e sessualmente esplicite per non incorrere nel sexting oppure evitare di fornire dati o informazioni personali a persone che si nascondono dall’altra parte dello schermo.

Oggi i dati sul cyberbullismo ci dicono che molti giovani nel mondo vivono una vita insostenibile anche in seguito a processi in cui il cyberbullo è stato punito: spesso la vittima continua ad essere perseguitata e le conversazioni, i video e le foto continuano a girare in rete.

Alla fine dell’incontro è stato inviato un questionario ai partecipanti che lo hanno completato in forma anonima dal loro device.

Un incontro formativo e informativo che sarà seguito da altri interventi in futuro e che speriamo possano tenere i nostri ragazzi lontano dai buchi neri della rete.

Monica Russo
Resp. Cyberbullismo