Gaza fra le macerie
per i bombardamenti israeliani

 

Ormai da dieci giorni i bombardamenti israeliani su Gaza continuano incessantemente. Domenica, 16 maggio, hanno raso al suolo l’edificio di Al-Jalaa.

Agli attacchi aerei si è aggiunta l’artiglieria terrestre e, secondo le testate giornalistiche presenti sul campo, truppe e carri armati israeliani sono stati spostati lungo il confine.

Tra i palestinesi oltre 1.200 persone risultano ferite e il numero di morti è salito a 230, compresi 64 minori; dieci cittadini israeliani, di cui 2 minori, sono rimasti uccisi.

Continuano gli attacchi militari, aumentano gli scontri tra coloni israeliani e palestinesi e, soprattutto, le violenze organizzate dai gruppi sionisti.

Nella notte tra il 13 e il 14 maggio l’account Twitter delle forze armate israeliane ha annunciato l’avvio di un attacco da terra contro la Striscia di Gaza.

La notizia è stata smentita dai giornalisti presenti nella zona che, da Gaza, hanno riportato una massiccia presenza di truppe israeliane al confine, ma nessuna avanzata o scontro a terra.

Nonostante i numerosi appelli internazionali, Israele sembra non avere intenzione di interrompere l’escalation militare.

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha escluso sia un immediato cessate il fuoco sia una riduzione delle ostilità e, da giovedì, più di 9.000 riservisti sono stati richiamati alle armi e mandati lungo il confine con i territori palestinesi.

Nel frattempo il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite non è ancora riuscito a raggiungere l’unanimità per rilasciare un comunicato congiunto, con cui chiedere la fine delle violenze.

Federica Fontana