NO AI TEST SUGLI ANIMALI

Fido non deve
più fumare

 

Ormai sono poche le marche di sigarette che non utilizzano creature indifese come cani, gatti, maialini d’india, scimmie, criceti e conigli per testare il loro tabacco.

Questi poveri animali vengono letteralmente «costretti a fumare» per molte ore al giorno durante tutta la settimana per lunghi periodi.

Per farlo vengono utilizzati diversi metodi atroci: vengono attaccati loro dei tubi che tramite la ventilazione li costringono a fumare oppure gli viene spalmato addosso l’asfalto della sigaretta per vedere se nel tempo provochi dei tumori della pelle.

Sono tutti metodi sui quali si hanno prove fotografiche, mentre altri, di cui ancora non si ha conferma se siano bufale o notizie vere a causa della mancanza di prove quali foto e video, tratterebbero l’introduzione di tubicini all’interno della gola o addirittura del pene dell’animale per controllare l’effetto che provoca all’apparato riproduttore.

In nostro aiuto viene la Lav, un’associazione che da sempre si schiera contro l’abuso di animali in queste crudeli sperimentazioni, ed ora più che mai fa sentire la sua voce chiedendo al Ministero della salute di rispettare l’impegno citato nel decreto legislativo 26/2014 che parla chiaramente dell’abolizione dei test che comportano abusi sugli animali.

Ludovica Maltoni