«Demoni e avances»
nell’omicidio di Chiara

 

Alla fine ha confessato: è stato l’amico e coetaneo ad uccidere a coltellate l’amica Chiara Gualzetti. L’indagato è sembrato lucido e lineare nel raccontare dinamica e fasi dell’assassinio, ma irrazionale e contradditorio nella motivazione.

Due volti di un giovanissimo killer, fermato nella notte dai carabinieri dopo un lungo interrogatorio. Il sedicenne, italiano, ora si trova nel carcere del Pratello di Bologna in attesa della convalida. L’udienza è fissata per il giorno martedì 30 giugno.

Chiara si era allontanata da casa domenica mattina ed è stata ritrovata senza vita 48 ore dopo, martedì. Il suo corpo era nascosto da un cespuglio al limitare di un bosco, a poche centinaia di metri dalla propria abitazione.

La Procura per i minori di Bologna sta valutando di disporre una consulenza psichiatrica per il giovane.

Le spiegazioni che ha dato sul movente dell’omicidio sono apparse insensate.

Ha detto di aver agito sulla base di una spinta superiore, una sorta di voce interiore che gli ha detto di uccidere. «Una presenza demoniaca che lo spingeva a compiere atti sempre più violenti verso le persone».

Il giovane avrebbe riferito in modo confuso che la ragazza gli aveva espresso la volontà di morire: sul punto si stanno valutando alcune chat. Inoltre ci sarebbe stato da parte di Chiara un interesse sentimentale nei suoi confronti, non corrisposto. «Ha detto di essere stato infastidito dalle avances della giovane ragazza», ha affermato l’ufficiale dell’Arma che lo ha interrogato.

Le dichiarazioni del 16enne necessitano in ogni caso di approfondimento di uno specialista, secondo la Procura.

Il sospetto della premeditazione

Gli inquirenti ritengono, infatti, che il ragazzo avesse un piano, avendo dato appuntamento alla giovane già con l’intenzione di ucciderla e uscendo di casa con un coltello da cucina.

L’indagato ha riferito di aver agito da solo e al momento non ci sono motivi per dubitarne.

Le sue dichiarazioni saranno riscontrate punto per punto, ma il suo resoconto è stato preciso.

Ha dato appuntamento alla ragazza, l’ha portata ai margini del bosco e l’ha assassinata. In quel punto il cadavere è rimasto per un giorno.

I carabinieri sono arrivati al ragazzo perché era l’ultima persona ad aver incontrato Chiara.

Lo hanno raggiunto a casa e hanno trovato il coltello, ancora sporco di sangue, così come gli abiti usati al momento del fatto. C’era anche il telefono di Chiara, di cui l’amico voleva disfarsi. Entrambi i cellulari sono stati sequestrati e saranno disposti accertamenti per ricostruire i rapporti tra i due, i messaggi che si sono scambiati.

L’indagato ha cancellato alcune chat ed altri messaggi scambiati tra i due, forse dal contenuto minaccioso, già stati segnalati dal padre prima del ritrovamento del corpo e anche questi saranno vagliati. Sarà fatta l’autopsia, per chiarire come e quando Chiara è morta.

«Il mio assistito è molto scosso e si è messo a piena disposizione», si è limitata a dire l’avvocata Tania Fonzari, difensore di fiducia del minorenne, che gli è stata a fianco tutta la notte fino alle 4.30, quando è stato eseguito il fermo.

Il padre non si dà pace. Ha trovato parole nel dolore per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato alle ricerche e che non hanno fatto mancare vicinanza e conforto.

Sui social circolano immagini della ragazza che faceva parte di una compagnia di arcieri che frequentava da un paio d’anni, inserita nel circuito delle rievocazioni storiche che organizzava corsi per principianti nella palestra di Monteveglio, di cui sembrava essere molto fiera. Era amante della musica, degli animali e delle passeggiate con l’amica del cuore.

Non mancano, più recentemente, espressioni cupe e malinconiche, da cui emergono sensibilità, ma anche un imprecisato disagio.

Federica Fontana