In 1500 alla fiaccolata
per Chiara Gualzetti

Chiara Gualzetti, neanche 16enne, è stata trovata morta il 28 giugno in un bosco a Monteviglio, Bologna.

Ad assassinarla è stato un suo amico che poi confesserà di essere stato «spinto da una voce interna». Il ragazzo, anche lui minorenne, ha invitato Chiara ad un appuntamento al parco con l’intenzione – purtroppo riuscita – di uccidere la ragazza.

Lui è stato fermato e indagato nella notte dalle forze dell’ordine.

Ha ceduto subito e raccontato l’accaduto: «Ricordo che non moriva e mi sono stupito di quanto fosse resistente il corpo umano», le parole da brividi del ragazzo. E poi «ho visto un uomo di fuoco con cui parlo da molto».

Chiara è stata colpita più volte con un coltello a punta da cucina. Molteplici anche le lesioni sul corpo della ragazza picchiata a mani nude.

Il killer ha scelto una preda facile, dal momento in cui Chiara era già stata vittima di bullismo: «Ho scelto lei perché mi stava sempre addosso» afferma nei messaggi vocali inviati agli amici dopo aver compiuto l’assassinio.

Parlando dei problemi del figlio la madre del giovane omicida spiega: «Sono come in una bolla. Mio figlio non ha mai fatto del male a nessuno, stavamo cercando di risolvere il problema degli scatti di rabbia».

La famiglia del ragazzo ha deciso di non intervenire alla fiaccolata per Chiara tenutasi a Monteviglio, dove hanno partecipato più di 1.500 persone, per una questione di rispetto nei confronti della ragazza e dei suoi familiari.

Al momento resta in carcere il 16enne che deve rispondere di omicidio premeditato aggravato dalla minore età della vittima.

Chiara Gentilini