A colloquio con Claudio Papa,
patron di Dolceamaro

 

I ragazzi dell’Istituto Livia Bottardi hanno avuto l’onore e il piacere di intervistare il cavalier Claudio Papa della azienda Dolceamaro.

Claudio Papa, può accennarci brevemente la storia dell’azienda?

L’azienda è nata dai miei genitori nel 1972. Oggi l’azienda esporta il 70% della propria produzione in 30 paesi del mondo, mentre il resto come la confetteria rimane in Italia. Siamo un’azienda dolciaria che produce confetti, cioccolato, donuts, macaroon e lavorazione delle mandorle.

Qual è il primo prodotto che è stato messo in commercio e come è venuta in mente l’idea della mandorla e della nocciola?

Tutto è partito dalla mia famiglia che aveva negozi di bomboniere, per soddisfare l’esigenza dei confetti che servivano nei confezionamenti, così abbiamo iniziato con un confettificio.

Ovviamente era presente un mastro confettiere, e personalmente iniziai affiancato proprio a lui a 26 anni, per imparare a fare i confetti. Da allora cominciai ad intervenire nei processi produttivi.

Il nostro primo prodotto sono stati i confetti bianchi di Avola, mandorla siciliana.

Quali sono gli altri prodotti che vengono messi in commercio? 

Oggi abbiamo 1.500 articoli differenti. Anche stessi prodotti, ma con le varianti di confezionamento, di peso, di size, rappresentano una produzione che arriva appunto a 1500 articoli tutti diversi uno dall’altro.

Qual è il prodotto che rende di più, che fa guadagnare più soldi all’azienda? 

Oggi è un mix fra confetti, cioccolato, donuts e macaroon.

Quali diverse strategie vengono applicate in Italia e all’Estero? 

Le strategie sono molto differenti, perché mentre in Italia viene riconosciuto e apprezzato il confetto, all’estero questo viene rappresentato dallo smarties o l’m&m’s.

Perché noi i confetti li utilizziamo per le cerimonie; quindi il settore della confetteria è quasi prettamente nazionale, anche se esportiamo qualcosa all’estero ma in realtà è la comunità italiana che stando all’estero acquisisce il prodotto confetto.

C’è un prodotto che la vostra azienda potrebbe fare ma che ancora non avete messo in commercio?

Nei piani dell’azienda c’è la realizzazione di una crema spalmabile, ma non è di nostro interesse quella alla nocciola, perché il marchio Nutella ha monopolizzato quasi totalmente il mercato.

Stiamo pensando di proporre una crema spalmabile alle mandorle, dato che in questo specifico settore non vi è ancora alcun primato.

Quali sono i vostri principali competitor nel mercato?

Nel settore della confetteria gli unici due competitor sono aziende campane, e dato che la maggior parte dei matrimoni in italia vengono fatti prorpio in Campania (il 50% circa del totale), occupano una grande fetta di concorrenza.

C’è un prodotto di quest’azienda che non ha rivali in Italia?

I macaron ed i donuts sono i 2 prodotti per i quali attualmente non abbiamo concorrenti nella nostra nazione.

Siete soddisfatti dei vostri packaging? Avete in programma di modificarlo?

Il packaging è sempre in evoluzione, è una cosa che non può rimanere stabile. Anche adesso ad esempio i packaging stanno avendo un cambio di marcia per far fronte all’ecosostenibilità, o anche solo semplicemente per rinnovare il design.

Quali sono i partner ai quali fornite i vostri prodotti?

Principalmente sono partner commerciali, quindi distributori, ai quali viene delegata la ripartizione dei prodotti; oppure si tratta di altri fabbricanti, i quali devono colmare la nostra linea, quindi ci forniscono i prodotti ove verrà apposto il nome dell’altra azienda.

Si ringrazia il cavalier Papa per la disponibilità dimostrata alla redazione del Bottardi News.

Billa Nusrat, Ludovica Moltoni e Giulia D’Angelo